Appena riemersa da un tete à tete con la magica voragine che accoglie i sensi di colpa.
Meraviglioso come tutto si cancella in un nano secondo. Se fosse tutto così facile.
Ricordo quando Valentina mi suonò questa melodia così selvaggia e docile allo stesso tempo.
Mi scese una lacrima e fu la prima volta che non trattenni me stessa nell'esternare un caotico brusio di dolore, rancore e rabbia.
Ricordo anche come le note sfiorate da due mani leggere mi ricondussero al 18 Maggio 2005.
La proiezione esterna di me stessa, in un'ospedale freddo e muto, io che conoscevo già tutto, tutto tranne la morte.
Mio padre mi abbandonò così, lasciandomi uno scritto incompleto, lasciandomi una risposta inesistente e lasciandomi tutto il suo eroico desiderio di una conoscenza profonda e fermamente radicata nella decadenza a noi circostante.
E io che gli devo tutto, tutta me stessa, tutto quello che sono, tutto quello che sarò, tutto quello che ho imparato, tutto l'amore per lo studio compulsivo di una realtà in continuo sfascio, io che lo amavo ma che sempre ho dimostrato di odiarlo, mai gli ho esternato la realtà pura e semplice, perchè di semplicità si tratta, che mio padre è e sempre sarà il mio più grande amore della mia vita.
E quanto mi manchi Papà, solo quel bastardo di Dio lo sa, ma tu,
potrai mai perdonarmi?
[ Beethoven - Sonata al chiaro di luna ]
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