programmato da NeraRosa alle ore 17:33
martedì, dicembre 20, 2005

L' asfittica consapevolezza che vaga silente in questa aria così fredda capace di gelare animaecorpo, di avere perso tutto.
Perso un punto di riferimento lontano nello squallido grigiore milanese, persa, per essere ritrovata e per essere poi ripersa nuovamente, la personificazione di uno stupido ed assurdo legame trascendente in un lontano grigiore modenese,  persa la genesi esistenziale in un troppo vicino grigiore bolognese e la voglia di stare in piedi, anch'essa persa eccome in tutti questi grigiori apparentemente lontani ma vicini emotivamente.

Forse è colpa di questa malattia che come un cappio al collo, stringe e strangola ogni tipo di volontà, ogni tipo di emozione, di slancio, di voglia, di pensiero, di azione, di speranza e di lotta più o meno tenace.
Non lascia un briciolo di dignità, non lascia verità ma solo squallide e patetiche bugie soffocate dal desiderio incessante di evadere e non lascia che una volontà incatenata possa, con le proprie misere forze, partire per cercare una meta inesistente.

Si stava bene, io stavo bene quando rendevo il mio cervello e il mio corpo un surrogato della potenza chimica stupefacente.
In mezzo a colori forti, in mezzo a suoni sporchi e in mezzo a luci epilettiche.
Si stava bene, io stavo bene tra il non-pensiero e la consapevolezza interna del sapere cosa significava questo non-pensare.

Viviamo per morire.

E il come, non dovrebbe e non deve interessare a nessuno.


[ Jewel - Foolish games ]
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programmato da NeraRosa alle ore 17:49
mercoledì, dicembre 07, 2005

Appena riemersa da un tete à tete con la magica voragine che accoglie i sensi di colpa.
Meraviglioso come tutto si cancella in un nano secondo. Se fosse tutto così facile.

Ricordo quando Valentina mi suonò questa melodia così selvaggia e docile allo stesso tempo.
Mi scese una lacrima e fu la prima volta che non trattenni me stessa nell'esternare un caotico brusio di dolore, rancore e rabbia.
Ricordo anche come le note sfiorate da due mani leggere mi ricondussero al 18 Maggio 2005.
La proiezione esterna di me stessa, in un'ospedale freddo e muto, io che conoscevo già tutto, tutto tranne la morte.

Mio padre mi abbandonò così, lasciandomi uno scritto incompleto, lasciandomi una risposta inesistente e lasciandomi tutto il suo eroico desiderio di una conoscenza profonda e fermamente radicata nella decadenza a noi circostante.

E io che gli devo tutto, tutta me stessa, tutto quello che sono, tutto quello che sarò, tutto quello che ho imparato, tutto l'amore per lo studio compulsivo di una realtà in continuo sfascio, io che lo amavo ma che sempre ho dimostrato di odiarlo, mai gli ho esternato la realtà pura e semplice, perchè di semplicità si tratta, che mio padre è e sempre sarà il mio più grande amore della mia vita.

E quanto mi manchi Papà, solo quel bastardo di Dio lo sa, ma tu,
potrai mai perdonarmi?

[ Beethoven - Sonata al chiaro di luna ]
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programmato da NeraRosa alle ore 21:35
sabato, dicembre 03, 2005

Tutto is from the beginning.
Nicotina, aria, insofferenza ad uno stato acuto, depressione latente.
E mi chiedo chi salverà le nostre anime, la mia anima. E' scontato e palese che per me il signorino vestito di bianco, con la barba non fatta ed il bastone alla pastore di montagna non esiste. Ma se esistesse, nutre così tanto odio verso noi povere creature rinchiuse in questa sfera paludosa chiamata mondo? Se ci fosse, adesso starà sicuramente smezzando una sigaretta con la vergine maria e qualche apostolo disceso dal nulla perchè lui sì, che non ha un cazzo da fare. Disgrazie, sangue, odio, morte. Ma come puoi permettere tutto ciò, oh amico dei deboli? E se Dio si è davvero fatto a somiglianza degli uomini, che razza di uomo era?
Stasera sono blasfema, irriverente ed arrogante. Come al mio solito. Il simpaticissimo Dante mi conficcherà nel terzo girone del settimo cerchio, violenti contro Dio, e per me dovrà inventare una punizione non ancora inventata. Dico terzo girone del settimo cerchio forse per rassicurarmi, perchè la mia presenza sarà sicuramente anche nel secondo girone, violenti contro se stessi, dato che quel giorno quelle fottutissime pillole non hanno svolto il compito che avrebbero dovuto. Ma forse anche tra gli avari, iracondi, eretici, accidiosi e quant'altri Dante ha riservato un posto per me, in prima fila.
Ed è bello pensare al proprio futuro così, c'è chi se l'immagina sognando una vita alla Mulino Bianco tra marito, suocera, figli, piscina e soldi e c'è chi, come me, già prevede di essere tra quelli che corrono intorno,  senza una sosta che sia una e con una pioggia di fuoco sopra la testa.
E quando incontrerò Paolo e Francesca sputerò loro in faccia, urlando loro che l'amore non esiste.

E non ci indurre in tentazioni, ma liberaci dal male.
Amen.
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