programmato da NeraRosa alle ore 14:32
lunedì, ottobre 17, 2005

da deviant







Ogni rumore melodico sembra parlare di me, delle mie situazioni e delle mie discontinue cadute.
Ho passato tre giorni in nome della depurazione interna, fisica e psicologica.
Ho paura di confrontarmi con cifre numeriche, ho troppi pensieri al limite della normalità che mi assillano.
E se.. Ma se.. Forse no.. Se no allora..
Li lascio circolare in testa, solitari, rumorosi e blasfemi.
Prima o poi mi metteranno di fronte la realtà cruda, la realtà nauseabonda del fatto che il mio corpo mi sta odiando quasi nella stessa maniera in cui io lo detesto.
Mi urla di finirla.
Mi urla di assaporare il giorno nella sua mera essenza.
Mi urla di smettere di odiarmi perchè il passato non ritorna.
Mi urla di essere quello che sono e non un surrogato di quello che vorrei per me stessa.
Ma non riesco a dimenticare.
Non riesco ad annegare ricordi di una gravità emotiva troppo forte.
Non riesco a dimenticare un " come sei cara figlia mia " pronunciato da una voce della quale non ricordo più il suono.
Perchè?
Torna indietro papà.
 
Torna indietro,
ti prego ..
 
 
[ M.M - Suicide is painless ] 
 
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programmato da NeraRosa alle ore 11:33
venerdì, ottobre 14, 2005

L'illusione di una riuscita.
L'illusione di un benessere insano.
L'illusione di un autocontrollo.
E l'illusione di passi lontani dal buco che raccoglie i sensi di colpa e li cancella in un nano secondo.
Stamattina non è andata.
Non è andata così.
Ho riempito quel poco che c'era da riempire.
Ho urlato per il dolore che mi sono auto inflitta.
Ho urlato di nuovo per il dolore fisico che mi sono autoinflitta.
Ed ho urlato per aver perso.
Perso il controllo e ritrovarmi riversa in un rendez-vous patetico con il gabinetto.
 
I'm a loser.
E questo mi basta.
 
The postal service - the district sleeps alone tonight
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programmato da NeraRosa alle ore 18:26
martedì, ottobre 11, 2005

Vorrei conoscere il sapore del non-senso.
La prospettiva veloce e diretta della confusione e il cammino verso un reale epilogo intrinseco di significati insignificanti.
So già tutto alla perfezione, il perchè ed il per come sono così, conosco la radice epilettica dei miei sensi di colpa, ricordo l'odore del freddo ospedale ed ho anche inciso sul mio corpo gli ultimi fiati di voce pronunciati piano da chi voleva continuare ad esistere.
E so già anche fin troppo bene che questo mio silenzio rimarrà compiuto ed incompiuto e sono conscia del fatto che tutte queste maledette contraddizioni sono il risultato logico, psicologico e metafisico del mio voler pronunciare il niente.
Odio come il niente a volte sia il tutto.
Dico basta alla scrittura contorta, basta all'alone di poeti maledetti che tutti noi ci stiamo portando dietro da secoli, basta alle finte somministrazioni di psicofarmaci come se fossero caramelle e basta ai disagi che vorrebbero essere tali.
Vorrebbero.
Condizionale come quest'ultimo, io mi sento condizionata dall'esperienza.
Niente si cancella, fanculo al tempo che dicono dovrebbe essere soprannominato " rimedio " e/o " amico futuro " del dolore.
Cazzate.
Questo è un buco, una voragine più nera della notte che sottende il temporale, più nera della visuale ad occhi sbarrati.
L'unica cosa che ho capito è che ad occhi chiusi si vede molto di più di quello che si vorrebbe vedere.
 
M.M - Tourniquet
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