
Attendendo il tenue respiro della notte per un passato che ha già troppo partorito cicatrici.
l’illusione di una rinascita e lo schianto primordiale misto a fulgida anestesia endovenosa.
e l’epilogo non sicuramente sottintende la fine che per un cammino incompiuto ha diverse parole da pronunciare.
Argento e fango e l’assaporare continuo di passi e silenzio.
brutale la dolcezza di quell’alba che nemmeno ricordo e assidui me stessa gli anni che nemmeno ho. Amica tra le braccia e consolare me stessa attraverso altrui le lacrime di amica che non dimentica lo so le parole.
potenziale arbitrio chiedo quell’emorragia emozionale di solo nero pittore cieco che vede fin troppo la luce del buio.
passi incompiuti dipingere bianco e nero quadro monocromatico di emozioni e fumo in gola.
Elena e tenerezza e ingenuità troppo dura e occhi che sguardi sanno interpretare. io dedico per non dimenticare l’ultimo ritorno.