Ho dolore mio calmante.
E così pochi sorrisi a squarciare il petto mio violato.
Quei ricordi per cui tanto ho gemuto meta trovano insieme all’anima mia ripudiata.
Un corpo perfetto e candida la mano di bambina stretta attorno al collo come perla più cara a rincuorarmi che le mie richieste non hanno trovato ancora fine.
Parto. E lascio qui i sogni non avverati, le parole d’addio che ancora non ho rivolto e il soffice desiderio di tornare accettata da questo io insaziato.
E a voi, cari compagni di viaggio, rivolgo l’abbraccio più dolce.
Con infinito affetto.