[photo: myblue.deviantart.com]
E' quando il tempo scorre mordace che scie di arrivederci lascia, tracciando passi silenziosi percorsi da occhi serrati ma ben vigili. E' là che il corpoel'anima prendevano rifugio, ascoltando nitidi passi ben perimetrati, i miei. Su asfalti laccati, l'unico rumore di ticchettio di lancette nello scandire il veloce passare di ore, sola e non. In cuffie di walkman, Van Morrison lascia l'alito di note, confinanti le gelide notti invernali ma nonhofreddo ripeto, have i told you lately. Se invece te l'avessi detto prima che t'amo, ripeto ancora. Testa come baulecofanettocassaforte dai mille pensieri accatastati, sconfusionati e mischiati, non con ordine, no. La chiave la possiedo ancora, la gettai un tempo tra le tue mani con rabbia, tua sola è la possibilità d'aprirmi, scoprirmi e possedermi, quali vane parole furono, ripenso ridendo. Ho visto questi pensieri figurarmisi davanti, circospetti a me. Ho visto questi pensieri scappare, girarmi le spalle e correre via delusi. Non è più tempo. E' mia la risata che gioco si fa del dolore, mia la risata che beffarda deride ricordi e mia ancora quella stessa dannata bellezza di risata che scherno fa del passato. Non è più tempo. Non è più tempo. Ho visto, ancora, lacrime e la loro trasparenza persuadermi, cristalline disintegrarsi su quell'asfalto, sì proprio quello, lostessoemedesimo asfalto, dove Andrea percorre ancora quei passi nitidi ben perimetrati e continuerà a percorrerli, perchè non è più tempo. No, non è più tempo.

photo: Rancinan
Lui era l'uomo del Nord
dai lunghi capelli nero pece e quel sorriso insicuro.
Movenze poco aggraziate e rumore di attesa nei suoi passi cadenzati.
Sguardi che guardavano e scrutavano con foga
sguardi che appassivano, insoddisfatti.
Lui era l'uomo del Nord
speranze affogate in un bicchiere di gin e occhi velati di malinconiche lacrime.
Portava a volte spessi occhiali neri e nello scuro riflesso si leggeva - ho vergogna -.
Portava con sè un'arma, sì, una spada.
Lo si vedeva combattere con evanescenti figure nel difendere l'ultima minuziosa parte di dignità. La sua.
Portava al collo anche un lungo filo d'argento. La metà di un cuore, v'era appesa.
Lui era l'uomo del Nord
e la si vede ancora di notte l'ombra di un uomo a testa china,
la sua mano forte stringere quella collana
e lo scorrere di una lacrima,
che bagna il suolo.