



Attendendo il tenue respiro della notte per un passato che ha già troppo partorito cicatrici.
l’illusione di una rinascita e lo schianto primordiale misto a fulgida anestesia endovenosa.
e l’epilogo non sicuramente sottintende la fine che per un cammino incompiuto ha diverse parole da pronunciare.
Argento e fango e l’assaporare continuo di passi e silenzio.
brutale la dolcezza di quell’alba che nemmeno ricordo e assidui me stessa gli anni che nemmeno ho. Amica tra le braccia e consolare me stessa attraverso altrui le lacrime di amica che non dimentica lo so le parole.
potenziale arbitrio chiedo quell’emorragia emozionale di solo nero pittore cieco che vede fin troppo la luce del buio.
passi incompiuti dipingere bianco e nero quadro monocromatico di emozioni e fumo in gola.
Elena e tenerezza e ingenuità troppo dura e occhi che sguardi sanno interpretare. io dedico per non dimenticare l’ultimo ritorno.
Da squarci appartenenti ad un dolore dissolto. Agosto 2003, 9.
giorni come acidi corrosivi. ritorcere la mia violenza come laccio al collo. e si ritorce. via d'uscita assente. attendendo un risveglio divincolato e sono le mie parole asfittiche ad inniettare dolce veleno nel corpo. giorni come abortite speranze. e dita flessibili come un cazzo che stupra l'anima. in gola. in vena. in me. perchè non mi sono mai odiata abbastanza. mai così. perchè manichino di plastica malleabile, modellabile, maltrattabile è il mio secondo nome. perchè amo lo scrivere colpevolezza di sangue sulle mie braccia. io e il mio oblio di metallo. e scorre. scorre. lacrime di rosso cremisi della mia vera persona intrappolata all'interno. god save the queen. ed io.. sono la vergine puttana di me stessa.
God save me.
Ho dolore mio calmante.
E così pochi sorrisi a squarciare il petto mio violato.
Quei ricordi per cui tanto ho gemuto meta trovano insieme all’anima mia ripudiata.
Un corpo perfetto e candida la mano di bambina stretta attorno al collo come perla più cara a rincuorarmi che le mie richieste non hanno trovato ancora fine.
Parto. E lascio qui i sogni non avverati, le parole d’addio che ancora non ho rivolto e il soffice desiderio di tornare accettata da questo io insaziato.
E a voi, cari compagni di viaggio, rivolgo l’abbraccio più dolce.
Con infinito affetto.
Solo in giorni di buio vesto di luce negli occhi. Piccole dita lunghissime e l'odore di passato alle spalle. L'ombra sola a ricordarmi che ho una schiena troppo esile per nascondere così tanto. Il tuo nome sulla mia caviglia eppure per macchiare di te anima e corpo ho avuto di più. Che non dimentica la pelle mia d'ebano. Non dimentica. Sul cuore marchiato a fuoco il mio nome che diviso in due non ha appartenenza. E piacere subliminale il pronunciare di violenza gravido l'essere mio. mio. mio. Specchi. Neri abbastanza per riflettere il corpo che parole e sguardi e odio hanno modellato. la mia cupola il mio scudo. E come il suo silenzio possa parlare, ascolto. Muta.
Dove sarò? Da qualche parte. Lontana da qui.
Lontana da qui.

E dove giorno non ha colore
notte in mani di velluto ho raccolto.
Dove affondo coltelli
dolore alcuno a vestirmi.
Proiettili prelusi
Dissipati
Carnefici
forza non hanno più
per scrivere di te
sulla pelle mia d’ebano.
Cinque lettere
di suono randagio
e sapore zingaro
affannato alone
d’immacolato ricordo
lasciare.
E dove giorno non ha colore
rossa recisa
l’incarnata grafia
di cinque lettere
che suono non più gravido
lasciano.
- Amore -
Lava in argini di miele ho posato.
sui miei occhi
stanchi di aspettare.
Sui miei occhi stanchi di.
E quando dicevo
- non andare che di notte risplende il giorno -
ridevi di me impaurita.
I miei occhi
immacolata tristezza
risplendevano nei tuoi
e non importa se alba sarà a schiuderli.
non importa se.
Nell’ultima parola
d’amore zingaro ebbra
incatenarsi ho lasciato i pensieri miei.
E la notte eburnea
sola ha accarezzato il mio viso
di pallida destinazione sporco.
Non ematoma ma ricamo
la sublime certezza
in questa notte di pioggia argentata
bagnare il mio corpo
di sguardi tuoi
complici.
To Alex.

oggi che il mio corpo è di organza vestito e affamato e violentato e immacolato cristallo nelle tue preziose mani innocente tuo diritto la cura per me. ali di terra ferma le braccia mie scritte di parole tue fendenti il leggermi vissuta carne fluida di veleno è tuo soltanto. la mia bocca vomita rimpianti che sapore ha non di te e mani modellano la cicatrice collana del mio tempo senza fine. La mia notte ha di giorno dolore la mia bocca ha di notte socchiuso e parole nere oblio pronunciato. per te. e per me anche. la cura il silenzio. che alba può cullare. una carezza che calore cura il dolore. una carezza soltanto. e cullarci. quando il silenzio non conta.
quando il silenzio non conta.
Stasera non ho il tempo di percorrere scie di ricordi. Eppure.
Stasera non ho il tempo di incollare lacrime su parole già vissute. Eppure.
Quale preziosa unione la nostra. In tutto ciò che fu.
Solo il tempo non possiedo per elidere ricordi. inostriricordi.
in sere di pioggia.
dove sguardi estranei si incontrarono.
in sere di pioggia.
A L.

Pennello. e colore. nero. che cola. polpastrelli che tatto non hanno più. per toccarti rose e carta. bianca come parole acerbe da vergine bocca, una e sola.
Pennello. e quadri. incompleti. ferite su corpi di metallo che perfezione cristallina ha sfiorato. brividogioiadolore e suoni prosaici. da toccare inebriare conservare.
Pennello. e colore. rosso. non cola. dove incontrai occhi incontrarmi. continua a guardarmi. sangue non sfiora. fino all'alba continua a guardarmi.
Pennello. e quadro. incompleto. uno solo. vetro attraverso. vita che scorre su chirurgia da polsocuoreanima. farfalla da ali sbiadite. dipingimi un altro volo. ancora.
Pennello. e colore. e quadri. immagini quando notte non permette il giorno ho dipinto. aghi vene mani. su riflessi. in occhi altrui. su riflessi. in occhi di fango.
Pennello. e colore. e quadro. sono colei che non vedete. di nero carnefice la mia ombra.
Pennello. non più colore. non più quadro.
e null'altro da dipingere.